Mete Turistiche

Noto, utopia realizzata, simbolo di bellezza, armonia e pace.

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Non c’é che la difficoltà della scelta: Calabernardo con il suo caratteristico porticello, le luminose spiagge di finissima sabbia dorata del Lido di Noto, Eloro, il fiume Tellaro che scorre lungo la proprietà dello Zahir Country House e poi Calamosche, deliziosa spiaggia-eden, l’oasi faunistica di Vendicari zona umida di eccezionale valore naturalistico con il suo immacolato sistema ecologico, le spiagge di San Lorenzo, della Spinazza, di Morghella Eno a Portopalo e all’isola di Capo Passero ecc. Il tutto Senza contare i mosaici della Villa Romana del Tellaro, Cittadella dei Maccari, numerose necropoli e molti altri reperti archeologici che arricchiscono la vacanza dei visitatori con il plus-valore di una full immersion nella bellezza e nella Cultura per una crescita umana sconfinata.
Il vasto territorio di Noto (554 Kmq) é punteggiato anche da altri motivi di richiamo, tra cui il polo turistico-culturale collinare con le sue testimonianze archeologiche, artistiche e storiche. Ci limitiamo a una sommaria elencazione dei siti pill noti. A 4 km da Noto, sulla statale per Palazzolo Acreide, in localité di S. Corrado di Fuori, ti accoglie la suggestiva Valle dei Miracoli con leremo, in cui il patrono di Noto trascorse gli ultimi anni della sua vita. Piu a nord, si incontra il santuario di S. Maria della Scala, patrona della Diocesi di Noto, e poi, a circa 3 km, il sito di Noto Antica sul monte Algeria con le rovine della cotta abbandonata dopo il terremoto del 1693. Da Noto Antica e facile pervenire alla necropoli di Castelluccio, zona archeologica di inestimabile interesse, alla Cava della Signora con centinaia di tombe a grotticella, alla Grotta dei Santi. Incantevoli i panorami che si godono dalle citate locality! Non possiamo non ricordare ancora la Cava Grande del Cassibile, il Canyon pi profondo dEuropa, raggiungibile riprendendo la nazionale per Palazzolo Acreide e svoltando a destra, trecento metri prima del ponte sul fiume Manghisi. La Cava Grande é stata scavata nei millenni proprio dal Manghisi che qui prende il nome di Cassibile. Pittoreschi i laghetti del fondovalle Zahir Country House trovandosi a poco più di 3 chilometri da Noto, potranno godere, ogni volta che lo vorranno, della visione dei monumenti, chiese, palazzi, del Giardino di pietra, autentica perla barocca, meta degli innamorati della bellezza, provenienti da ogni parte del mondo.

La Città di Noto

La storia di Noto, pur nella continuità delle sue nobili tradizioni culturali, artistiche e umane, é contrassegnata da due periodi ben distinti: prima e dopo il terribile terremoto del 9 – 11 gennaio 1693. Prima di questo devastante sisma, Noto sorgeva sul monte Alverca, a circa 10 km a nord dall’attuale sito.
Centro di Cultura, tra la fine del Medioevo e l’inizio del Rinascimento, Noto diede un contributo notevole alle lettere e alle arti grazie a personalità del calibro di Aurispa, Marrasio, Barbazio, Carnilivari, ecc. La città, abbattuta dal terrificante sisma del 1693, fu riedificata sull’attuale sito. Frutto di una irripetibile stagione artistico-creativa, la risorta Noto vide elevarsi su un assetto urbanistico a scale e terrazze, su vie sovrapposte e parallele, i suoi stupendi monumenti barocchi, in virtù della genialità dei grandi architetti dell’epoca (Gagliardi, Labisi, Sinatra), coadiuvati da eccellenti scalpellini ed estrose maestranze. La bellezza e l’opulenza architettonica di chiese ed edifici civili, sublimate da un contesto scenografico incantevole, sono impreziosite dal tenero calcare delle costruzioni, a cui la patina del tempo ha conferito un morbido colore ocra mielato, che la luce del tramonto esalta a dismisura, proiettando nell’azzurro fantasmagoriche visioni con effetti di Fata Morgana. La cupola della cattedrale, in uno con quella del SS. Crocifisso, svettante al Piano Alto, proclama la conquista di spazi celesti sconfinati. Pienamente legittime dunque le pi lusinghiere definizioni di Noto,Valle dorata dei templi barocchi,Rosa barocca, Città doro, Giardino di pietra,Teatro delle meraviglie,Perla barocca.

 

Uno sguardo al centro storico

Arrivando a Noto, il visitatore riceve il saluto del Patrono della città, S. Corrado Confalonieri, la cui grande statua in bronzo é situata nel Piazzale Marconi, di fronte all’ingresso dei giardini pubblici, dove spiccano busti marmorei di netini illustri e una statua che rappresenta l’allegoria dell’Architettura. Subito dopo, attraversato il tunnel creato dai ficus dei giardini pubblici, si accede alla Capitale del Barocco attraverso un arco di trionfo ottocentesco. E la Porta reale o ferdinandea o nazionale, elevata nel 1843, che immette sul corso Vittorio Emanuele, un rettilineo di un chilometro, lungo il quale si snodano molti dei suoi monumenti settecenteschi. In primo luogo, a destra, si incontra S. Francesco allImmacolata con la sua vasta piazza-scalinata e il monastero del SS. Salvatore con la torretta del Belvedere e, a sinistra, una stupenda serie di finestre panciute settecentesche. Non hai il tempo di stropicciarti gli occhi che il monastero e la chiesa di S. Chiara ti obbligano ad un inchino. Stregato dalla bellezza, ti ritrovi, felicemente stordito, dinanzi all’incomparabile scalinata a tre rampe della rneravigliosa Basilica Cattedrale, la cui facciata con le torri campanarie svettanti nel cielo aprono l’animo all’immensità. Il magnifico Duomo e stato restituito al suo splendore dopo la ricostruzione del tetto e della cupola, rovinosamente crollati il 13 marzo 1996. La solenne riapertura al culto é avvenuta il 18 giugno 2007 alla presenza dell’allora presidente del Consiglio dei Ministri, on. Romano Prodi. Proprio ai nostri giomi, con il completamento degli affreschi, la Basilica-Cattedrale é stata riconsegnata alla divina bellezza che la contraddistingue. Girando lo sguardo attomo al tempio, lo sbalordimento guida lo sguardo a sinistra
verso palazzo Landolina di SantAlfano e poi, subito dopo, a destra per abbracciare il palazzo vescovile e la facciata del SS. Salvatore con il suo ampio sagrato dai lastroni di delicato calcare. Solo allora, stupefatto dalle continue sorprese, puoi ammirare l’immateriale loggetta di palazzo Ducezio, sede del Municipio netino, al cui inteno si pub visitare la Sala degli Specchi, a pianta ovale arredare in stile Luigi XV. Cento metri pi avanti ti attende, a sinistra, la facciata concava della chiesa di S. Carlo al Corso e il Collegio dei Gesuiti. Volgendo lo sguardo a destra, vedi impennarsi la via Nicolaci, che ospita, la terza settimana di maggio, l’ormai celebre Infiorata. In quell’occasione, il Barocco che regna sulla Città d’oro, piacevolmente scosso dalla profusione di fiori multicolori, penetra e si dilata nelle fibre dei visitatori,
ammaliati dalla seducente bellezza di Noto. E’ però il palazzo Villadorata con i celebri mensoloni dei suoi balconi panciuti che finisce per captare 1attenzione grazie alle sue chimere, sirene, grifoni, ippogrifi, Centauri e sfingi. Volgendo poi gli occhi a nord, si incontra la chiesa di Montevergini, incantevole chiusura prospettica di via Nicolaci. Riprendendo la passeggiata lungo il corso, Vai direttamente incontro alla piazza XVI Maggio, la dove, a destra, ti sorprende la facciata convessa del bel S. Domenico, capolavoro del Gagliardi e del Barocco del Val di Noto, la fontana di Ercole e, di fronte, nel lato sud di piazza XVI Maggie, il teatro comunale intitolato alla grande attrice netina Tina Di Lorenzo, l’Angelicata del teatro italiano, conosciuta in America con Vappellativo di Encantadora. A poca distanza, nella zona meridionale del centro storico, abbondano altri palazzi e templi, tra cui le chiese di S. Maria dellArco e del Carmine.
Salendo poi sul retro della fontana di Ercole per via Bovio, attraversi la Casa dei Crociferi e sfoci in via Cavour, ove si articolano grandi dimore nobiliari, tra cui emergono il palazzo Di Lorenzo dei marchesi del Castelluccio, il palazzo Astuto con le caratteristiche finestre panciute e il palazzo Trigona di Cannicarao.
Ma non é finita. Percorrendo una delle panoramiche scalinate che salgono al Piano Alto, ti ritrovi in piazza Trigona. All’angolo di sinistra, ti saluta la chiesa di S. Maria di Gesù, al Centro, la chiesa della SS. Annunziata (Badia nuova) ti invita ad ammirare il suo pregevole altare ligneo, a destra, ti abbaglia il complesso della chiesa di S. Agata con la facciata sfolgorante al sole del pomeriggio. Più oltre, ti attende il palazzo lmpellizzeri, il monastero di S. Tommaso, oggi casa di reclusione, e il complesso dell’ ex-convento di S. Antonio di Padova. Ma il monumento simbolo del Piano Alto é la chiesa del SS. Crociflsso con i suoi tesori, tra i quali la cappella Landolina, il grande Crocifisso dorato eseguito da Rosario Gagliardi in cui é inserita l’antica immagine del Crocifisso, oggetto di culto e di pellegrinaggi a Noto antica
proprio nella chiesa del SS. Crociflsso, la teca che racchiude la Santa Spina, la statua in marmo bianco della Madonna della Neve di Francesco Laurana (1471), i due leoni romanici in pietra, senza dimenticare i pregevoli affreschi di Costantino Carasi e varie tele di autori ignoti. Attempata, ma sempre stupenda signora, scossa dal terremoto, dalla sofferenza, dal dolore, Noto ha subito il crollo della cupola e del tetto della sua cattedrale nel 1996, ma oggi, a ricostruzione avvenuta, e lanciata verso l’avvenire. Novella Fenice, é risorta pin bella che mai riattivando un processo di speranza, di armonia, di bellezza e di unita.

Noto, utopia realizzata, simbolo di bellezza, armonia e pace.